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“Il Casale di Taurisano nel Cinquecento”, sabato la presentazione del volume

Verrà presentato sabato 9 Aprile, alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione Culturale “Pietre Vive”, il nuovo volume a firma di Antonio Ciurlia, Salvatore Antonio Rocca e Stefano Cortese, dal titolo “IL CASALE DI TAURISANO NEL CINQUECENTO. Storia, Arte e Cultura”.

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Alla presentazione del volume, che è patrocinata dal Comune di Taurisano e che si inserisce nell’ambito del tema “Sulle Tracce della Memoria: Rito, Credenza e Tradizione” dell’Associazione Culturale “ODIGITRÌA”, interverranno, oltre ai tre autori, il Sindaco Luigi Guidano, l’Assessore alla Cultura Quintino Rizzello e il Presidente dell’Associazione “Pietre Vive” Antonio Scarlino per i vari saluti e lo Storico dell’Arte Giovanni Giangreco.

L’Associazione Culturale “ODIGITRÌA” nasce nel 1998 e inizia ad opera dal 1999 in poi, occupandosi, con numerose pubblicazioni, della storia patria di Taurisano con notevoli approfondimenti sulla realtà taurisanese in tutti i vari contesti artistici, storici, iconografici e della tradizione.

Antonio Ciurlia, Presidente dell’Associazione Culturale “ODIGITRÌA” e Autore del libro

“Ci sono altri volumi “in cantiere”, – ci ha spiegato il Presidente dell’Associazione Antonio Ciurlia, autore di questo libro, – tra cui uno che riguarda le onorificenze che non sono state degnamente fatte a Giulio Cesare Vanini nel 1800, che cura Totò Rocca. A questo si aggiunge la pubblicazione sul catasto murattiano, e nello specifico stiamo parlando del periodo dubito dopo la Rivoluzione Francese e quindi nel periodo Napoleonico. Io, invece, sono al lavoro su una pubblicazione approfondita riguardo il nostro Palazzo ducale, cioè sul maniero del XIII/XII secolo, fino ai giorni nostri”.

Salvatore Antonio Rocca, Autore del libro

Questo libro, con tre saggi differenti offre uno spaccato di Taurisano a 360 gradi, partendo da un’analisi di Antonio Ciurlia delle varie vicende del XVI secolo accadute a Taurisano. Il Ciurlia, con precisione, leggerezza e da buon conoscitore dell’evoluzione demografica ed urbanistica del Paese, inizia con il riferimento storico e generale ai tragici eventi di quel periodo, come l’epidemia di peste del 1527 e i continui attacchi ottomani che portarono Taurisano ad impoverirsi sempre di più e a ridimensionare sempre di più l’abitato. A tutto ciò non è stato nemmeno risparmiato il Santuario della Madonna della Strada, oggetto di continui saccheggi dai Turchi. L’Analisi storica del Ciurlia si cuce, allora, con quella storico-artistica che fa sugli affreschi del Santuario, testimoni di quanto detto precedentemente. L’Attenzione sul culto della Madonna della Strada continua nel successivo saggio di Salvatore Antonio Rocca, che con la sua solita abilità tra le varie fonti e rogiti, giunge a delle scoperte di notevole importanza, che, però, come lui stesso afferma nella conclusione del suo saggio, andrebbero confermate con altri documenti. Il Rocca riesce ad attestare che a Taurisano a partire dal Cinquecento venne introdotto il culto dei Battenti o Disciplinati, di cui ne restano alcune tracce nei riti della Settimana Santa nella Confraternita di San Giuseppe e Santa Maria della Strada, ma soprattutto indaga sulla identità del mercante della legenda. Da buon studioso, Stefano Cortese, la cui solita lucidità, precisione ed esaustività sono il filo rosso in tutta la sua pubblicazione, compara le varie iconografie del Santuario partendo dal ciclo iconografico originario bassomedievale. Passa, poi, all’analisi degli affreschi cinquecenteschi della Cappella dell’Annunciazione, guardando anche ad un censimento delle varianti salentine su pittura parietale e su tela.

Per quanto riguarda l’Archivio fotografico, l’Associazione ha potuto contare ancora una volta sulla preziosa collaborazione del noto fotografo taurisanese Roberto Rocca, autore della pregiatissima appendice fotografico-documentaria dei graffiti all’interno della Cappella dell’Annunciazione che si trova alla fine del libro.

Stefano Cortese, Autore del libro

“La Storia serve per capire come si è evoluta una Società, il costume, le vicende che hanno caratterizzato un territorio. – ha spiegato Antonio CiurliaEcco, come dicevo prima la Memoria è importante e non va dimenticata, perché conoscendo la Memoria si sa da dove veniamo e da dove siamo arrivati. Il compito della nostra Associazione è quello di focalizzare questi aspetti per far comprendere alla Comunità chi eravamo, da dove siamo partiti, come si è evoluta la nostra storia caratterizzata da alti e bassi. Ed è importante capire dove oggi la nostra Comunità si inserisce: è importante conoscere la Memoria per poi proiettarsi nel futuro, tenendo ben salde le radici”.

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