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Profondo vuoto. L’intervista a Marcello Ciullo

Marcello Ciullo, sceneggiatore e regista taurisanese si appassiona alla cinematografia e dopo numerosi studi da autodidatta esordisce nel 2006 nel mondo del cortometraggio con “Io, te e noi altri”. A questo, nel 2011 fa seguito
“Il guardiano distratto”, nel 2012 “Insonnia” e nel 2017 “La fossa”.

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Ha da poco finito di girare “Profondo vuoto”. Lo abbiamo incontrato per alcune domande su questo suo ultimo lavoro.

Una scena in anteprima di “Profondo vuoto”

Marcello, “Profondo vuoto” vuole raccontare la storia di un Ispettore di Polizia che nella sua professione deve mettersi in gioco e fare i conti con le sue fragilità. Perché questo titolo?

Il titolo del film è una allusione al vuoto delle distanze incolmabili che si creano tra le persone quando sono incapaci di comunicare. È però anche una riflessione sull’incomunicabilità stessa, ovvero su quella condizione esistenziale, che genera isolamento e solitudine e che compromette i rapporti umani fino ad epiloghi spesso drammatici ed imprevedibili.

Il protagonista si muove, formula pensieri e costruisce convinzioni sottraendosi al confronto con i suoi colleghi e con i suoi famigliari. Costruisce attorno a sé il vuoto che lo allontana dagli altri. Fino a sprofondare irrimediabilmente in esso.

Questo permette poi di allargare lo sguardo e far riflettere lo spettatore, come hai detto tu in un’intervista di presentazione del Cortometraggio, “su alcune tematiche importanti, come la fragilità delle strutture sociali; la mia intenzione è quella di far riflettere oltre il minutaggio di un corto”. Pensi che la telecamera possa far riflettere e vedere ciò che molto spesso gli occhi umani non vedono?

Sono molto legato ai film che non spiegano tutto e lasciano che sia lo spettatore a trarne una propria personale conclusione. Per “Profondo vuoto” ho cercato di fare lo stesso. Parte tutto dalla scrittura per poi raccontare visivamente quello che le parole hanno fatto in precedenza. L’arte cerca sempre di guardare oltre, portando lo spettatore a vedere le cose da un altro punto di vista.

Ne approfitto per ringraziare Daniele Mele e Giuseppe Marino che hanno scritto la storia insieme a me.

Backstage

In alcuni video di presentazione, Marco Puzzello, musicista taurisanese che ha curato la colonna sonora del tuo cortometraggio ha detto: “l’amicizia con Marcello Ciullo è sfociata in qualcosa di creativo”. Non è l’unico taurisanese che ha collaborato con te per “Profondo vuoto”. Quanto è importante avere come collaboratori amici e compaesani e quanto questo può essere importante, artisticamente parlando, per Taurisano?

Con Marco ho un rapporto di sincera amicizia, lui ha curato la colonna sonora di altri miei cortometraggi. È una persona molto sensibile dal punto di vista artistico, dopo la lettura della sceneggiatura, infatti, ha subito creato un motivo che racchiude il mood della storia.

È bello lavorare con gente dello stesso paese e spalleggiarsi; al progetto ha partecipato anche Anna Rizzello, che ha curato i costumi del film. Taurisano ha molti talenti, sarebbe un bene per la comunità poterli valorizzare nel modo giusto.

Marcello, nei cast dei tuoi cortometraggi, molto spesso, sono presenti attori non professionisti. Qual è il ricordo più bello che ti porti di loro e quanto, alla fine di ogni esperienza, crescete umanamente e reciprocamente?

Antonio Malagnino, il protagonista (anche lui taurisanese) ha un lungo trascorso teatrale, questa è stata la sua prima esperienza “cinematografica”, nonostante la complessità del personaggio è stato molto bravo, riuscendo, malgrado la glacialità del personaggio, a tirarne fuori l’anima. Insieme a lui c’è Elisa Morciano, anche lei con tanta esperienza di palchi teatrali; i due si sono adeguati velocemente a questo mondo trovando un grande feeling anche tra di loro.

In questo progetto ci sono attori professionisti e non, ma comunque ognuno di loro ha dato qualcosa gli altri dal punto di vista umano ed artistico. Ogni volta dopo le riprese rimane sempre un po’ di magone, poiché si condividono giornate intere a stretto contatto e si creano amicizie che rimangono nel tempo. Approfitto della domanda per citare i nomi del cast per intero: Antonio Malagnino, Elisa Morciano, Patrizia Ponzetta, Gabriele Esposito, Gianni Orlando, Manila Ciullo, Giuseppe Stasi, Gabriele Stradiotti, Enzo Esposito, Serena Ciullo, Matteo Carbone, Amine Halim, Marco Antonio Romano.

Una scena in anteprima di “Profondo vuoto”

Ora sei alla fase di montaggio, sappiamo bene che anche questa fase porta ad un notevole dispendio economico.

Il corto è stato autoprodotto con una campagna di crowdfunding, in collaborazione con Zima Film. Siamo riusciti a coprire le spese delle riprese ma ora dobbiamo riuscire a trovare i fondi per il montaggio e tutto quanto serve per chiudere il progetto. Colgo anzi l’occasione per dire che cerchiamo ancora degli sponsor che ci possano aiutare. Inoltre si può partecipare anche singolarmente con una donazione. Devo comunque ringraziare le aziende e i privati che già ci hanno sostenuto: durante la prima del film nei titoli di coda inseriremo tutti, anche i nomi delle persone che hanno sostenuto il film.

Backstage

 

Foto di Giuliano Sabato.

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