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“l’Ora della Terra” anche a Taurisano: in ballo c’è il futuro del Pianeta

Le luci della Circolare Giotto si spegneranno per un’ora domani, sabato 26 marzo 2022.

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Un gesto simbolico, uno dei tanti che spesso siamo abituati a vedere nei Paesi di tutto il mondo. Spegnere le luci significa “urlare in silenzio”, e questa volta viene fatto per sottolineare che bisogna avere a cuore le sorti del Pianeta e fare di tutto per un mondo più sicuro, giusto e sostenibile, per vincere la sfida dei cambiamenti climatici, che proprio negli ultimi anni hanno incrementato disastri ambientali, problemi e situazioni atipiche su tutto il pianeta.

A raccogliere questa iniziativa, lanciata dal WWF, dal titolo “l’Ora della Terra” e farsi promotori a Taurisano, sono stati proprio i Giovani, la generazione del domani, che dovrà fare i conti con i cambiamenti climatici e che sente un forte senso di responsabilità nei confronti del futuro.

Nei giorni scorsi, infatti, l’Associazione “Taurisano Riparte”, per mezzo della sua Presidente, Gaia Rocca, ha protocollato una richiesta indirizzata al Sindaco Luigi Guidano, all’Assessore all’Ambiente Francesco Damiano, alla Giunta tutta e agli Uffici preposti, una richiesta affinché il Comune di Taurisano aderisse all’iniziativa, perché “pur trattandosi di un gesto simbolico, occorre sensibilizzare i cittadini sulla necessità di intervenire urgentemente sui cambiamenti climatici in corso. Riteniamo infatti che le istituzioni, in particolare le città, debbano essere gli attori principali di un’economia equa e sostenibile e che abbia come scopo la tutela dell’ambiente”, ci ha spiegato la giovane Presidente.

Sono passati esattamente 15 anni dalla prima edizione de “l’Ora della Terra” che, inizialmente, coinvolse la sola città di Sidney. Col passare del tempo questa iniziativa si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, fino a diventare la più grande mobilitazione globale del WWF.

È fondamentale agire, non stare inermi, e farlo in questo decennio, come riporta il sito dell’evento: “Quello appena passato è stato un anno allarmante per il clima: gli eventi estremi e le anomalie si sono moltiplicate, giungendo a nuovi record come quello registrato in Canada in estate, con quasi 50°C in alcune località della British Columbia, dopo che l’ONU ha confermato che nel 2020 si sono raggiunti i 38°C in Siberia”.

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